| USICONS Vicolo del Buon Consiglio 31 00184 Roma Tel./Fax 06 4819930 - 06 69202080 Via Iside 12 00184 Roma Tel. 06 70451981 Fax 06 77201444 Sito web: www.usicons.it |
![]() |
|
|
Latte in povere per neonati, la speculazione continua Sono passati circa 4 anni dalla sentenza
dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
che individuava nell’operato di alcune società produttrici di latte in
polvere per neonati pratiche restrittive della concorrenza, condannandole
alla cessazione di tali pratiche e a sanzioni pecuniarie così come
riportate nell’allegato link. Usicons
nel corso del 2004 si è dedicata a questo scottante tema che sembra
essere veramente senza soluzione. L’attività
di Usicons è stata dapprima lo studio della situazione attuale, seguito
da una ricerca a livello europeo dei vari prezzi del latte in polvere di
partenza e successivamente si è confrontato il mercato italiano a quello
europeo. Perché
tanta attenzione a questa vicenda? In
realtà la questione è analizzabile sotto due profili: il prezzo e di
conseguenza la qualità del latte in polvere per neonati. Nonostante
gli sforzi dei consumatori (ben pochi quelli di chi è “deputato” a rappresentare il cittadino che in quanto cittadino
è anche consumatore) e nonostante la sentenza Antitrust del marzo 2000,
che condannò le principali aziende produttrici di latte in polvere ad una
multa complessiva di circa 6 miliardi di vecchie lire per aver stretto un
vero e proprio "cartello"
di mercato, volto a far lievitare il latte artificiale italiano a prezzi
superiori rispetto alla media europea, la situazione attuale sembra essere
ancora di fronte a quello che, sulla base dell’indagine comparativa
effettuata, sembra essere ancora oggi un oligopolio/cartello di poche
multinazionali che rimangono ad oggi capaci di orientare il prezzo in
Italia del latte per neonati. Qualcosa
però si è fatto. È diminuita ad esempio notevolmente l’influenza
delle aziende produttrici nelle strutture pubbliche…..in alcune di
queste (Ospedale S. Giovanni di Roma) si trova affisso un cartello dove si
dichiara la preferenza per l’allattamento al seno (in precedenza, negli
ospedali, quando il latte materno non poteva per vari motivi essere
somministrato, sulla base della valutazione del personale medico presente
nel reparto di maternità o di neonatologia si procedeva alla
somministrazione dell’unica marca di latte formulato presente in quel
momento nel reparto, da qui il fenomeno della rotazione delle ditte
fornitrici che si spartivano i periodi di fornitura spesso gratuita di
latte formulato così come è ben esplicitato nella sentenza sopracitata.
Infatti, per semplificare l’organizzazione dei pasti dei neonati, gli
ospedali preferiscono detenere solo un marchio di latte alla volta, sia
che questo venisse fornito gratuitamente dal produttore, come nella
maggior parte dei casi, o che venisse acquisito a titolo oneroso. Ne viene
da sé che quando la madre usciva dall’ospedale continuava ad utilizzare
la stessa marca di prodotto dando luogo a quel fenomeno della
fidelizzazione, molto apprezzato e ricercato dalle aziende produttrici
facenti parte del cartello). Oggi si iniziano a trovare nei supermercati
confezioni di latte in polvere, anche qui il prezzo rimane alto, (nelle
farmacie il prezzo rimane ben più alto così come dimostrano le analisi
effettuate e le segnalazioni ricevute, e soprattutto le formule iniziali,
continuano ad essere vendute quasi esclusivamente attraverso il canale
farmaceutico, anche e soprattutto considerando che questo prodotto non
richiede alcuna prescrizione medica e nonostante la richiesta di molti
operatori della grande distribuzione di poter vendere tali tipologie di
prodotti anche nei propri supermercati, così come accade nella
maggioranza degli altri Paesi d’Europa) ma il problema che denunciano le
neo – mamme è che nei supermercati non sempre si riesce a trovare la
stessa marca di latte utilizzato (per i neonati il cambio di latte in
polvere è un cambio traumatico che comporta la necessità di doversi
abituare al nuovo latte, quindi non è così facile prendere il latte che
si trova….c’è ancora una volta una sorta di fidelizzazione sul
prodotto, elemento su cui come detto le aziende contano molto). Ma
resta da vincere la battaglia che permetterà di vincere la guerra: la
guerra del prezzo e della qualità !!! Troppo,
veramente troppo alto
rispetto agli altri mercati europei. Il
latte formulato (secondo quanto commentato dalla sentenza
dell’Antitrust) ha la funzione di nutrire il bambino, in sostituzione
del latte materno, quando questo durante i primi mesi di vita non può per
vari motivi essere somministrato, e in alternativa al latte vaccino,
quando l’alimentazione del bambino diventa più completa, il consumo dei
latti formulati dal momento dello svezzamento in poi, dunque, può
riguardare potenzialmente tutti i bambini. Il
primo momento in cui può, quindi, venirsi a creare l’esigenza di
somministrare latte formulato al neonato corrisponde ai primi giorni di
vita del bambino (ecco il concetto di fidelizzazione precedentemente
descritto, ed ecco il motivo per cui le aziende tentano di essere presenti
nelle strutture ospedaliere fin dai primi momenti di vita del neonato). La
valutazione sulla opportunità di procedere a tale somministrazione spetta
ovviamente al personale medico presente nel reparto di maternità o di
neonatologia. Di norma, l’eventuale scelta di quale latte formulato
utilizzare per nutrire il neonato avviene, per i bambini sani, sulla base
di indicazioni fornite dalle strutture ospedaliere. Dunque
è comprensibile perché questo alimento sia così importante ed è
veramente difficile pensare ad un suo potenziale non acquisto basato non
sulla qualità ma sul prezzo; certo;
si può rinunciare alla carrozzina firmata, al ciuccio di marca, ma
si può rinunciare alla qualità di un bene primario quale il latte per
neonati? Ecco
la ragione di fondo per cui Usicons si è impegnata in questa battaglia
partendo, innanzitutto, con uno stile laico e neutro, dall’analisi del
mercato europeo confrontando, poi, le stesse marche di prodotto e in
alcuni casi confrontando all’interno della stessa catena di supermercati
il medesimo prodotto. Si sono presi dunque in considerazione il maggior numero di supermercati in Europa presenti on the web (per chiunque facilmente controllabili) e si è provveduto ad analizzare la situazione dei prezzi ed ecco la situazione: dalla
tabella su indicata, risulta chiaro come in media il prezzo del latte in
Italia sia decisamente più
alto
rispetto ai mercati europeo. Non
esistono ad oggi argomentazioni valide che possano giustificare differenze
di prezzo così elevate tra i latti italiani e quelli commercializzati nel
resto d’Europa. Si
tratta del resto dei medesimi prodotti (vedi tabella), commercializzati in
Italia con nomi differenti o graficamente differenti. L’Organizzazione
Mondiale della Sanità
Codice
Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno,
adottato dall'Assemblea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità il 21
Maggio 1981
raccomanda che il latte materno
costituisca il nutrimento esclusivo dei bambini fino a circa sei mesi
d’età e che - a partire dal compimento del sesto mese, pur continuando
a ricevere latte materno - siano progressivamente introdotti nella dieta
del bambino adeguati alimenti complementari. Il
vuoto di tutela che così si realizza è reso possibile da leggi
inadeguate e da una scarsa cultura nei confronti dell’allattamento
materno, che però inizia a cambiare, grazie anche ai buoni esempi del S.
Giovanni e di altre strutture ospedaliere che si impegnano a promuovere
questa cultura. Non esistono argomentazioni valide che possano giustificare differenze di prezzo così elevate tra i latti italiani e quelli degli altri paesi tanto più che i prodotti, commercializzati in Italia con nomi differenti hanno la stessa composizione degli altri. Inoltre l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda che il latte materno costituisca il nutrimento esclusivo dei bambini fino a circa sei mesi d’età e che - a partire dal compimento del sesto mese, pur continuando a ricevere latte materno - siano progressivamente introdotti nella dieta del bambino adeguati alimenti complementari. Roma
14 luglio 2004 |
||